La parola agli utenti

di Federica Sandri 1 anno fa Nessun commento
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Nel precedente post ho descritto in estrema sintesi il funzionamento di “Oltre il CUP” e ancor prima abbiamo fatto parlare i nostri medici sperimentatori, riportando le loro opinioni dopo alcune settimane di utilizzo del nuovo sistema.
Non resta che dare spazio ai destinatari ultimi dell’innovazione: i cittadini.
Il nostro team, grazie alla collaborazione dei medici, ha contattato direttamente alcuni assistiti, che avevano dato la loro disponibilità ad essere intervistati, per raccogliere le loro impressioni.
Ne riporto le più significative, commentandole.

Il “vecchio” sistema? non c’è confronto!

“Uscire dall’ambulatorio con la prenotazione già fissata senza dovermi preoccupare di altro? All’inizio pensavo fosse uno scherzo”.
Questa dichiarazione di un libero professionista che abbiamo intervistato la dice lunga sul grado di rassegnazione (è un termine forte ma rende l’idea) ormai consolidato rispetto alla macchinosa e dispendiosa trafila necessaria per usufruire del CUP.
È motivo di grande soddisfazione constatare come “Oltre il CUP” riesca a scardinare una percezione negativa offrendo una prospettiva di miglioramento concreto, reale, misurabile.
“In passato mi è capitato di non riuscire a prenotare semplicemente perché uscita dall’ambulatorio sono stata sommersa dagli impegni quotidiani. Insomma, ci si dimentica, si rimanda… Lo scarto temporale tra visita e prenotazione di cui devi occuparti tu, telefonando o andando di persona, per una mamma come me che deve tenere in equilibrio mille cose è sempre stato un problema. Ora invece mi sento veramente sollevata perché so di poter contare su un sistema finalmente al passo con i tempi che tiene conto della vita delle persone.”

Non solo comodità ma anche un miglior percorso di cura

Il nuovo sistema ha un impatto decisamente positivo anche sul rapporto medico/assistito in quanto le nuove procedure consentono al cittadino di avere in tempo reale un consulto con una figura di riferimento, di fiducia – il proprio medico di base – per determinare quale opzione proposta dal sistema sia la più adatta per il proprio quadro clinico.
“Ricevere consigli sulle tempistiche, esser certi se è bene o meno aspettare un certo tempo chiedendo tutto direttamente al mio dottore mi ha fatto sentire decisamente più tranquillo perché so che la scelta effettuata è corretta. Prima c’era la responsabilità di dover decidere personalmente tra una possibilità o l’altra proposta dal CUP al telefono, oppure dovevo gestire la scocciatura di dover rimandare la decisione e ricontattare il mio medico per chiedere indicazioni.
Mentre nel precedente sistema il medico di base una volta stampata la ricetta per un esame o una visita specialistica in un certo senso usciva di scena, in questo nuovo scenario rimane coinvolto, anzi, diventa protagonista, mettendo a disposizione della relazione con l’assistito la sua competenza professionale e conoscenza diretta delle esigenze della persona che ha di fronte, consentendo di chiudere in pochi minuti il cerchio tra l’emergere di un bisogno di approfondimento e la prenotazione di un esame o di una visita specialistica. Si evitano così incertezze, dubbi e errori che potenzialmente possono avere ripercussioni sulla salute delle persone e, a monte, si riduce il rischio che il cittadino, per varie ragioni, non finalizzi la prenotazione come in precedenza poteva accadere.

Sollievo

L’aspetto che più ci ha colpito ascoltando le testimonianze dei cittadini è l’impatto emotivo che le nuove procedure hanno sulle persone: al di la degli aspetti prettamente pratici emerge in modo lampante una generale sensazione di sollievo.
A questo proposito è interessante andare a rileggersi la definizione di “sollievo” che, dizionario alla mano, è la seguente:
“Senso di distensione, di benessere fisico o morale per diminuzione o cessazione di ansia o malessere”.
Accorgersi del significato delle parole aiuta a dare un senso preciso al risultato del nostro impegno che si riflette nelle seguenti parole espresse da una cittadina:
“Una sensazione che ho avuto in tutti gli ambienti medici che ho frequentato è l’insicurezza di non sapere se va bene aspettare così tanto o aspettare così poco, quindi sicuramente il fatto che sia il dottore stesso a propormi una data e dunque automaticamente a non avere obiezioni rispetto a quella data è certamente un grande vantaggio. Ad esempio mi ha dato l’appuntamento per maggio e mi ha fatto capire che va bene aspettare fino a maggio, questo mi ha rassicurata”.
Se il nostro lavoro ha un obiettivo ideale, una stella polare, possiamo dire che è proprio questo: migliorare la qualità della vita delle persone (seppur nel ristretto ma importante ambito del rapporto con le strutture socio-sanitarie).

Aprile vedrà il termine della sperimentazione e l’avvio del nuovo sistema presso altri medici.

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 Federica Sandri

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Laureata in Bioingegneria, dal 2012 Project Manager, in Consorzio Arsenàl.IT dal 2009. Vivo a Treviso, mi piace l'arte in tutte le sue forme e quando posso...viaggio!

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